Ultime Notizie

16 set

MAURIZIO DA SINISCOLA INVIATO SPECIALE A LONDRA

Maurizio parte per Londra, con in tasca una laurea, senza sapere una parola di inglese ma con tanta voglia di fare e imparare; ora ha un lavoro e frequenterà un corso di giornalismo, la sua passione che già lo vede corrispondente per un giornale sardo e autore del racconto “La brace sotto la cenere”. 

 Ciao  raccontaci un po’ di te:  come ti chiami e di dove sei?

Salve. Io mi chiamo Maurizio Carta e vengo da Siniscola, un bellissimo paese in provincia di Nuoro sulla costa orientale.

Quando hai deciso di partire e lasciare la Sardegna per Londra? Cosa ti ha spinto a prendere  questa decisione?

Sono partito per l’estero nel Giugno del 2013, sono passati già due anni e nemmeno me ne sono reso conto. La mia è stata allo stesso tempo sia una decisione che un’imposizione. Non avevo un impiego, non lo trovavo, e così decisi che, dopo aver concluso il campionato di calcio a Lodè, paese confinante dei miei genitori, sarei partito via. Da perdere non avevo niente. Ed eccomi qua, fra Tower Bridge ed il Big ben.

Sei partito da solo o hai preso questa decisione con qualcuno (amici,fidanzata)?

Sono partito solo. La mia compagnia era l’ottimismo, la determinazione e la curiosità. Conscio del fatto che qualsiasi impiego avessi trovato sarebbe stato,ad ogni modo, un ottimo punto di partenza. “Su nudda non tenet cumpanzu”, come si dice dalle mie parti.

Di cosa ti occupi a Londra? Raccontaci un po’ come ti sei mosso nella grande mela europea dal tuo arrivo.

 Una volta arrivato, dopo pochi giorni, senza sapere una parola di inglese e quindi non potendo pretendere la luna, ho trovato lavoro in un piccolo ristorante come lavapiatti. Dopo circa un anno ho cambiato lavoro, adesso lavoro in una catena di caffetterie che serve anche del cibo. A volte servo caffè, a volte preparo panini, insomma, quel che la circostanza richiede. Ci si piega le maniche della camicia e si lavora.Attacco il mio turno la mattina prestissimo, se inizio alle cinque alle tre mi suona la sveglia. Ma è il mio lavoro, e ringrazio il cielo che ce l’ho. Ho poi iniziato, avendo una panoramica molto ampia, a scrivere e collaborare con un giornale sardo, “Sardinews”, occupandomi appunto di politica ed economia riguardante l’oltremanica e non solo.

Quali differenze hai trovato rispetto all’Italia dal punto di vista lavorativo e di stile di vita in genere nel Regno Unito?

 Dal punto di vista lavorativo credo che ci sia un diverso approccio al lavoro, sia da parte del datore che del dipendente. Tanto per iniziare l’offerta lavorativa è molto ampia. Questo fa si che ci sia una mobilità lavorativa-sociale altissima. Ciò  include il fatto che nonostante il lavoro sia sempre a livello “indeterminato” come lo chiamiamo in Italia, in poco tempo si può passare da un impiego migliore, al non averne o all’ottenerne uno ancora migliore.

Come ti sei integrato  nelle realtà Londinese?

Molto bene. Londra è una città multiculturale all’ennesima potenza. Mi ha permesso di aprire i miei orizzonti, confrontarmi con culture e abitudini diversissime dalla mia ma non per questo migliori o peggiori: semplicemente diverse. E’ nella diversità che arriva l’arricchimento. La possibilità di realizzare che il proprio bagaglio culturale non lo si arricchisce solamente con l’insegnamento accademico. Il vero maestro è ognuno di noi. Lo è il tuo nuovo collega di lavoro, il nuovo amico o amica, quello che ti serve al negozio, tutti coloro i quali hanno a che fare con te, che sia per dieci secondi o per un giorno intero. E vengono da tutto il mondo.

Sotto quali aspetti il vivere in Inghilterra è meglio che in Italia e sotto quali invece è peggio secondo te?

Ecco, qui mi piacerebbe sfatare un mito. Non è vero che da noi fa tutto schifo mentre all’estero è tutto perfetto. Mi piace sempre pensare che è diverso, il che non è sinonimo di migliore o peggiore. Queste due ultime cose sono troppo soggettive.  Qui in Inghilterra ho notato nella quotidianità un maggiore senso civico e senso della comunità. Ci si mette in fila anche per prendere l’autobus, per fare un banale esempio. In più, posso confermare, che le buone maniere e il rispetto delle regole sono una cosa contagiosa. Di peggiore c’è ovviamente meno calore da parte delle persone, molto fredde e sicuramente meno vivaci rispetto a noi, come del resto lo sono tutti i popoli nordici. Abbiamo sicuramente una concezione differente dei rapporti sociali, dello stare insieme e della famiglia. Ma la Sardegna è veramente un bel posto dove vivere se solo riusciremo a capire cosa abbiamo fra le mani. Più sto fuori e più do valore a ciò che forse prima davo per scontato. Sul cibo non mi pronuncio, sarei retorico. In generale posso dire che avere più parametri e criteri di paragone dà sicuramente una luce diversa nell’osservazione di cosa sia il concettodi “migliore” e “peggiore”. E’ tutto relativo.

 A quali persone consiglieresti di fare un esperienza all’estero come hai fatto tu?

Lo consiglio calorosamente a tutti. Non esiste un limite d’età. Io ci sono venuto a 32, non esattamente da ragazzino. Chiaramente, dovrebbero essere i più giovani quelli maggiormente interessati all’avventura estera. Che piaccia o no il soggiorno oltre-confine non sarà mai una sconfitta. Anche il disprezzo farà capire cosa non piace. Sarà oro puro per se stessi, per i propri occhi e modo di pensare. Imparare un’altra lingua è poi di primaria lungimiranza in un mondo sempre più globalizzato. Se potessi tornare indietro da ragazzo darei più importanza allo studio della lingua estera a scuola. Quello che pensavo sempre fosse inutile e antipatico era invece una delle cose più preziose. Ma chi lo sapeva….Mi piace comunque enfatizzare il concetto che uscire fuori, fare esperienza all’estero, sono tutte cose che poi non precludono il rientro nella terra natale quando lo si voglia. La nostra isola è sempre là dalla notte dei tempi, continuerà a starci ancora senza scappare. Si fa il biglietto e si rientra.

Pensi di tornare in Sardegna ? Come vedi il tuo futuro e cosa questa esperienza pensi ti possa dare?

Non lo escludo, ma non potrei mai saperlo. Ci sono tante variabili che nella vita non possiamo governare, per quanto  cerchiamo di tenere tutto sotto controllo e di pianificare la nostra esistenza. La risposta è sicuramente “non a breve”. Dopo tutto questo periodo, a Gennaio inizierò un corso post-laurea di giornalismo qua a Londra, che mi impegnerà tantissimo. Senza tutto questo sacrificio precedente non sarebbe stato possibile. Sono qua e voglio migliorare le mie capacità e competenze. Lavorerò e mi rimetterò a studiare, chi l’avrebbe mai detto dopo tanti anni dalla laurea.E’ una mia grande passione e già che ci sono ne approfitto, essendo sardo ho la testardaggine nel Dna, e la porto con fierezza e orgoglio, quello sano. Ma per adesso la risposta esatta è “non lo so”, e invidio chi ha queste certezze nei pronostici. Ma la lontananza geografia non può scalfire minimamente l’amore per quel lembo di terra emersa nel Mar Mediterraneo.Ve lo garantisce un emigrato, “sardo” per l’appunto.

Un grosso in bocca al lupo a Maurizio, che possa realizzare tutti i suoi sogni….da Londra è tutto per ora, alla prossima!!

EazyCity Cagliari

Leggi tutto
05 set

VADO A VIVERE E LAVORARE ALL’ESTERO : NECESSITA’ MA ANCHE OPPORTUNITA’

Leggevo un articolo trovato su  Facebook de “La Nuova” di qualche giorno fa sull’argomento emigrazione giovani, che dalla Sardegna partono per cercare fortuna altrove, per provare a crearsi un futuro. I dati che emergono dall’articolo sono interessanti a prescindere da quale punto di vista li si voglia vedere e interpretare. Sta di fatto che nel 2014 sono stati stimati in 7200 i giovani  sardi (età media 33 anni) che per svariati motivi hanno scelto di lasciare la propria terra. Tanti i laureati e i diplomati che provano a realizzarsi altrove perché qui in Sardegna non trovano le giuste motivazioni e opportunità lavorative.  Altri partono senza nulla in mano ma con una grande voglia di mettersi alla prova.

Ci sono quelli che decidono di non tornare più perché fuori stanno bene economicamente, perché si creano magari una propria famiglia , ma vi sono anche quelli che dopo un periodo più o meno lungo all’estero ritornano in patria, vogliosi di dimostrare ciò che valgono, con un bagaglio acquisito  che possa loro permettere di realizzare i propri sogni e far fruttare i propri studi.

Io è da questo punto di vista  che la voglio vedere, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno non quello vuoto!

Vivere un ‘esperienza all’estero, magari condividerla con qualcuno a noi caro, è un qualcosa che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Non stiamo chiusi in noi stessi, se vogliamo che il mondo si apra a noi dobbiamo aprirci al mondo, questo dobbiamo fare, conoscere il diverso da noi, le altre culture, condividere con gli altri esperienze. Mi piace pensare che questa sia la globalizzazione, la libera circolazione di persone e idee.

E quindi si, credo che vivere una esperienza all’estero , sia essa di studio che di lavoro, da necessità possa trasformarsi in una grande opportunità di crescita e di vita.

Io penso positivo ;)

Se hai voglia di partire anche tu  all'estero contattaci per avere maggiori informazioni e organizzare la tua esperienza !

Puoi approfondire sull'argomento leggendo l'interessante articolo de "La Nuova" .

Leggi tutto
24 giu

AGENZIA STUDIO LAVORO ALL'ESTERO CAGLIARI-SARDEGNA

Annastella Tognon e Francesco  Strina sono i due manager della filiale EazyCity di Cagliari, i quali incrociano i loro destini proprio in Irlanda, a Cork, dove conoscono Enrico Zoppi e Julia Lynes (fondatori di EazyCity).

Annastella è Veneta di Valdobbiadene, diploma in Turismo e tanta passione per i viaggi; questo l’ha portata a fare sin da giovane varie esperienze in giro per il mondo. Così nel 2005 approda in Irlanda, a Cork appunto, dove trova lavoro presso una multinazionale Americana nel campo del turismo. A Cork vive per quattro anni, un periodo lungo nel quale crea forti legami con la città e con le persone che incontra nel suo cammino. Sino a quando decide di rientrare in Italia, in Sardegna dove negli ultimi anni lavora presso uno dei più importanti Resort del sud dell’isola.

Francesco è Sardo, una laurea in Ingegneria meccanica e  tanta voglia di fare esperienze nuove. Nel 2005 con un gruppo di amici decide di partire  all’estero per migliorare l’inglese e fare una nuova esperienza lavorativa. Destinazione Irlanda, Cork. La permanenza è di poco più di un anno, ma è sufficiente per fare conoscenza con tante belle persone che ritorneranno presto nella sua vita.

Un esperienza all’estero inevitabilmente ti cambia, in positivo, ti fa vedere tutto con occhi differenti, ti apre a nuove strade e opportunità da poter sfruttare nel proprio percorso.

E’ così che nell’estate del 2014 prende piede l’idea di svoltare, e spinti dall’entusiasmo e dalla voglia di fare, uniti all’opportunità che si presentava davanti, si decide di aprire a Cagliari una sede italiana di EazyCity-

Il 22 Aprile 2015 è la data ufficiale dell’apertura degli uffici di EAZYCITY CAGLIARI in Via Costituzione al numero 22 (http://cagliari.eazycity.com), agenzia che  organizza soggiorni studio e lavoro all’estero, che oltre ai pacchetti linguistici offre assistenza per chiunque voglia trasferirsi all’estero alla ricerca di una esperienza di tipo  lavorativa, di uno stage o come au pair. Tra le mete offerte , oltre a UK e Irlanda dove la EazyCity ha il suo quartier generale, vi sono USA, Canada, Australia, Spagna, Francia e tante altre destinazioni.

Leggi tutto
14 apr

EazyCity apre a Cagliari

Siamo orgogliosi di far parte della famiglia EazyCity!

Il nostro ufficio verrà ufficialmente aperto il 22 Aprile 2015.

A partire dal 22 Aprile ti aiuteremo ad organizzare la tua esperienza formativa all'estero! Siamo a vostra completa disposizione per qualsiasi richiesta!

Annastella e Francesco

Contattaci o vienici a trovare in ufficio!

Leggi tutto

Oggetti 41 a 44 di 44 totali

  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5