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03 apr

RUBRICA – 02 : OFFERTE DI LAVORO ALL’ESTERO

Seconda uscita per la rubrica periodica dove  proponiamo alcune offerte di lavoro all’estero per i quali è richiesta anche la lingua italiana. Il solito consiglio sempre valido : è importante rispondere e candidarsi se si hanno i requisiti richiesti, e soprattutto non dimenticatevi di aggiornare il vostro CV e di scriverlo nel modo corretto!

Ecco cosa abbiamo selezionato per voi  questa volta in Irlanda e UK :

LAVORO IRLANDA

  • CUSTOMER SERVICE/CALL CENTRE /VENDITE
    • Recupero Crediti : Louth, tempo indeterminato, part-time. PayPal cerca personale per il recupero crediti; richiesti Italiano e Inglese fluenti e almeno un anno di esperienza in ruolo simile; si richiedono spiccate capacità di comunicazione sia verbali che scritte.
    • Addetto Vendite : Dublino, tempo indeterminato, full-time. Multinazionale IT americana cerca per il suo dipartimento di Dublino, un addetto vendite fortemente motivato, con esperienza di almeno tre anni nelle vendite(meglio se in ambito software/tecnologico). Madrelingua italiana, laurea di primo livello richiesta.
    • Addetto Servizio Clienti : Cork, tempo indeterminato, full-time. Richiesti italiano e inglese fluenti, precedente esperienza nel servizio clienti, passione per i viaggi e il turismo.
  • HR / RECRUITMENT / AMMINISTRAZIONE
    • Amministratore Ufficio Contabilità  :  Dublino,  tempo indeterminato, full-time. Gamestop, il più grande rivenditore mondiale di elettronica e videogiochi, cerca un responsabile amministrazione che parli Italiano, per l’ufficio di Dublino il quale diventerà la principale base per l’Europa.

LAVORO UK 

  • CUSTOMER SERVICE/CALL CENTRE
    • Tecnico Supporto Informatico : Londra, tempo indeterminato, full-time. Richiesta esperienza e conoscenze in campo informatico (ambiente Linux/Windows). Bilingue: italiano e inglese.
  • VIAGGI / TURISMO
    • Consulente Viaggi  Gruppo : Londra, richiesta esperienza di almeno un anno presso operatore inbound con mansione inerente ai gruppi, richiesto oltre all’italiano inglese fluente, altra lingua europea costituirebbe un vantaggio, profonda conoscenza dello UK come destinazione turistica.
  • RISTORAZIONE / BAR
    • Pizzaiolo e Assistente Pizzaiolo : Londra, full-time. Pizza 1889 cerca staff per il suo nuovo locale a Londra. Richiesta esperienza di un anno nel campo ristorazione, preferibilmente come pizzaioli.
    • Sous Chef e Pizzaioli : Londra, tempo indeterminato. The Stable Bar&Restaurant cerca staff per  il suo nuovo locale di prossima apertura a Londra. Richiesta esperienza di almeno un anno nel settore e diploma di scuola superiore o equivalente.

Alla prossima rubrica con altri suggerimenti sulle offerte di lavoro all'estero !

EazyCity Cagliari

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31 mar

SENTIRSI COME A CASA ALL'ESTERO? PER ELISA IN IRLANDA SI PUÒ

Elisa ci racconta la sua storia di italiana all’estero. Grazie alle esperienze fatte prima con il progetto Erasmus e poi con quello Leonardo, rispettivamente  in Francia e Belgio, cambia visione sul mondo e sulla vita e decide poco dopo la laurea di lasciare la sua Torre del Greco (Napoli) per trasferirsi a vivere e lavorare in Irlanda.

Ciao Elisa parlaci un po’ di te:  come ti chiami, di dove sei, di cosa ti occupavi in Italia prima di partire per l’estero?

Mi chiamo Elisa Chiariello e sono di Torre del Greco; sono partita per l’Irlanda 2 anni dopo essermi laureata in Lingue, nel frattempo avevo un lavoro part-time in un albergo a Napoli dove mi occupavo di telemarketing. Non guadagnavo male ma cercavo un lavoro a tempo pieno e più gratificante, il che non e’ stata una missione facile.

Quando hai deciso di partire e per quale motivo? 

Sono sempre stata uno spirito libero, ho sempre avuto una gran voglia di conoscere il mondo, di confrontarmi con altre culture, conoscere e capire la diversita’, finalmente di essere indipendente e imparare a parlare un inglese fluente. In aggiunta c’e’ da dire che tutti i lavori che trovavo in Italia erano tutti sottopagati con aspettativa di overtime tra l’altro gratuito. L’idea e l’approccio lavorativo in Italia non mi piaceva piu; mi chiedeva di scendere a un compromesso troppo grande e quindi nel 2004 ho preparato la valigia e son partita per Cork.

Come mai hai scelto Cork e l’Irlanda?

Cork perche ci erano gia’ passati vari amici della mia città, me ne avevano parlato bene ed avevo ancora due amici che mi hanno convinta a scegliere Cork.

Avevi già avuto altre esperienze di vita all’estero prima dell’Irlanda?

Come tanti universitari ho vinto una borsa di studio per l’Erasmus in Francia, a Clermont-Ferrand dove ho completato le ricerche della mia tesi e poi con il progetto Leonardo a Bruxelles dove ho fatto uno stage alla CIT – Compagnia Italiana Turismo. Son state queste esperienze all’estero che mi hanno accentuato il desiderio di conoscere il mondo. Mi hanno arricchito personalmente.

Che cosa hai fatto in tutti questi anni ? Di cosa ti occupi ora?

Sono 12 anni che vivo e lavoro in Irlanda, ho cominciato in un call centre l’RCI che si occupa di timeshare e ci ho lavorato per 9 anni. Ho ricoperto vari ruoli, cominciando come agente di vendita per poi spostarmi all’assistenza cliente come agente e poi come supervisore per 5 anni. Dopodiche ora lavoro per una compagnia del settore e-commerce dove ricopro un ruolo da Manager da circa 3 anni. Da circa un mese lavoro per un altro dipartimento della stessa azienda sempre ricoprendo il ruolo di Manager. 

Quali differenze hai trovato rispetto all’Italia dal punto di vista lavorativo e di stile di vita?

Le differenze son abissali. Qua danno un’opportunita’ a tutti quelli che hanno voglia di lavorare e che hanno un livello di inglese tale per poter passare il colloquio e seguire un training in Inglese. Qua ancora vige la regola della meritocrazia, se vali e se hai voglia di lavorare e di migliorarti, anche studiando per portare valore aggiunto all’azienda per la quali offri il tuo sapere e professionalita’, vai avanti. C’e’ un gran rispetto per l’impiegato ma allo stesso tempo richiedono professionalita’ e qualita’. L’impiegato e’ considerato parte dell’azienda; viene ascoltato e addirittura propone soluzioni a possibili problematiche o difetti per esempio di sistema e contribuisce alla risoluzione dello stesso se ha le skills che servono. Lo stipendio e’ garantito ogni mese e va direttamente sul conto in banca. Dicendovi questo penso che riusciate voi a far la differenza con l’Italia. Per quanto riguarda lo stile di vita, gli irlandesi son un popolo molto rispettoso anche nei confronti dello straniero, e diventa facile sentirsi a casa.

Come ti sei integrata  nella società irlandese?

Molto bene. Gli irlandesi son molto ospitali il che mi ha permesso di far varie conoscenze e tra le mie care amiche se ne contano anche di irlandesi.

Come ti vedi tra qualche anno? Pensi di rimanere a Cork o di cambiare città e/o paese?

Penso di rimanere ancora per qualche anno a Cork poi quel che verra’ non lo sto pianificando ancora.  Anche se so che prima o poi la voglia di esplorare ritornera’ quindi probabile saro’ in altre terre.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

L’Italia e’ secondo me il desiderio di tutti noi andati via; ma sarebbe troppo difficile riaddattarsi. Probabilmente ci ritornero’ in pensione.

A chi consiglieresti di fare un esperienza all’estero e perchè?

Io la consiglierei a tutti a partire dai ragazzi/e che studiano al liceo, facendo un esperienza lavorativa nel periodo estivo anche se solo per un mese. E’ un esperienza  che aiuta a crescere, a capire chi sei e a rendersi conto che esistono vari modi di vivere e concepire la vita e le cose che ci circondano. Ti renderesti conto che esistono opportunita’ anche per quelle piccole cose che non riesci a pensare come opportunita’ – c’e’ un mondo fuori e tutti dovrebbero conoscerlo anche se poi si ritorna in Italia, a casa, ma si tornerebbe piu ricchi e saggi di vita. 

Un ringraziamento ad Elisa alla quale facciamo un grosso in bocca al lupo per il suo futuro, ovunque esso sia.

A presto con nuove storie di Italiani all’estero !

EazyCity Cagliari

 

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23 mar

E TU DI CHE SERIE SEI? MIGLIORARE L’INGLESE CON LE SERIE TV

Alzi la mano chi non ha passato almeno una volta nella sua vita delle ore davanti allo schermo, magari del PC, rapito dalla propria serie preferita; episodio dopo episodio, uno tira l’altro come le caramelle, ti ritrovi ipnotizzato e non riesci a smettere, dici “questa è l’ultima e poi vado a dormire”, ma non è vero.

E già perché anche grazie a internet e alla possibilità di “scaricare” o vedere in “streaming” è diventato ormai facile avere accesso a tutto il panorama cinematografico possibile e immaginabile, e così come per i film, anche le serie TV si possono gustare in lingua originale. La fanno da padrone ovviamente quelle di origine USA, ma anche le britanniche trovano il loro spazio e il loro pubblico. A dire il vero ultimamente anche noi italiani possiamo vantare serie televisive che hanno avuto successo nel mondo (vedi Gomorra ).

Ma realmente si può imparare l’inglese guardando film o serie TV in lingua originale? Forse imparare l’inglese facendo solo quello no, bisogna essere sinceri, sono tanti i fattori che concorrono nell’apprendimento da parte di una persona  e che lo portano a parlare, capire e scrivere in una lingua che non sia quella madre. Bisogna sicuramente studiare, la grammatica è fondamentale e noi italiani forse siamo tra quelli che la conoscono meglio, ma non basta e infatti d’altro canto siamo forse tra quelli che in generale parlano peggio l’inglese tra i paesi europei (ci fanno compagnia sicuramente gli spagnoli e qualche altro paese!). Ma la grammatica non basta si sa, serve la pratica, parlare il più possibile e commettere errori dai quali migliorare. E qui si potrebbe stare a discutere sui vari metodi  di insegnamento e sulle varie teorie su come apprendere meglio e più velocemente una lingua!

Noi non vogliamo entrare nel merito dei metodi di insegnamento e apprendimento; partendo dal presupposto che uno già un pochino mastichi l’inglese, una serie TV in lingua originale può essere d’aiuto per migliorarlo? Certo che si, sicuramente si imparano tanti nuovi vocaboli e modi di dire, si migliora tantissimo la capacità di ascolto e comprensione e si impara a riconoscere gli accenti.

Ma come è meglio iniziare? Sottotitoli si o no? In italiano o in inglese? Un consiglio potrebbe essere di iniziare con i sottotitoli in italiano, ma solo se si è veramente alle prime armi con i dialoghi in lingua originale e magari il livello di inglese è base, anche perché questi distolgono l’attenzione da ciò che stiamo vedendo. Andando avanti si può passare ai sottotitoli in inglese, preferiti comunque a quelli in italiano perché ti permettono di associare il termine alla pronuncia corretta. Solo quando si acquista più fiducia si può pensare di eliminare completamente i sottotitoli e allora lì si raggiungerà la massima soddisfazione, si inizieranno a capire tutte le sfumature e anche le battute più serrate!

Come sappiamo però gli accenti variano tra i vari tipi di inglese parlati nel mondo: americano, australiano, britannico, più tutte le varie sfumature e varianti tra regione e regione di uno stesso paese. E allora come si fa? Non c’è soluzione o una cosa migliore da fare rispetto ad un’altra; intanto appassioniamoci di una delle tante serie che si trovano in giro e poi diventeremo talmente tanto bravi che riusciremo anche a capire la provenienza dei vari personaggi e attori! La scelta è ampia e anche se quelle americane la fanno da padrone, si può benissimo pensare di iniziare con delle serie britanniche , con attori britannici e quindi iniziare con un inglese più “classico”.

Difficile dire quali siano le migliori , quelle selezionate qui sotto sono solo poche tra le tantissime, forse la vostra preferita è tra queste, o forse no. Forse l’avete vista in italiano ed è arrivata l’ora di vederla in lingua originale.

FRIENDS : 10 stagioni, dal 1994 al 2004; serie statunitense  ambientata a New York- Manhattan; parla di un gruppo di 6 amici e delle loro avventure lavorative e amorose; il  gergo è giovanile, amichevole. Molto divertente con tante gag esilaranti. Battute dal ritmo serrato, quindi forse non indicato per i principianti.

LOST : 6 stagioni tra il 2005 e il 2010; serie USA ambientata sull’ isola di Oahu alle Hawaii . Un aereo in volo da Sydney a Los Angeles precipita; i sopravvissuti sono 48, si accampano sull’isola misteriosa in attesa di soccorsi che non arriveranno, le loro storie si intrecceranno con susseguirsi di flashback e flashforward; una delle serie più costose sia per l’ambientazione che per il cast, considerato uno dei più numerosi di sempre, secondo solo a quello di Desperate Housewives. Infatti è interessante ascoltare i diversi accenti e i diversi tipi di inglese che si parlano, dovuti proprio alla diversa nazionalità dei personaggi della serie.

BREAKING BAD : 5 stagioni dal 2008 al 2013 , serie USA, una delle serie meglio scritte di tutti i tempi, eccellenti le recensioni e i giudizi su sceneggiatura, regia e soprattutto per le interpretazioni degli attori. La storia narra del professore di chimica Walter White che in difficoltà economiche si trova costretto a svolgere un secondo lavoro. Tutti i suoi problemi crollano quando scopre di avere un cancro ai polmoni. Fatale l’incontro con un suo ex alunno diventato spacciatore : Walter decide grazie alle sue conoscenza di chimica di produrre metanfetamina di elevata purezza, così da garantire con i guadagni un futuro alla sua famiglia anche dopo la sua morte.

I SOPRANO (THE SOPRANOS) : 6 stagioni dal 1999 al 2007, altra serie culto statunitense; Tony Soprano è il boss di una famiglia malavitosa italo-americana, la sua vita si divide tra cosche, FBI, camorra e la sua analista dalla quale è costretto a causa dei suoi attacchi di panico. Anche questa serie è stata acclamata dal pubblico e dalla critica, ponendola tra le più grandi serie televisive di tutti i tempi. Non sono mancate le critiche dovute in particolar modo al realismo, alla crudezza di linguaggio e alle tematiche trattate legate all’adulterio, al sesso e alla violenza.

DOCTOR WHO : serie britannica di fantascienza; grazie ai suoi anni di programmazione , continuativi dal 1963 al 1989 e poi ripresa con successo nel 2005, detiene il record di serie di fantascienza più longeva al mondo! Il suo protagonista è il Signore del Tempo (Time Lord) , un alieno viaggiatore del tempo che si fa chiamare semplicemente Il  Dottore (The Doctor) che salva civiltà, affronta nemici e aiuta chi si trova in difficoltà. Tantissimi episodi per perfezionare l’inglese!

SHERLOCK : serie britannica, 3 stagioni tra il 2010 e il 2014,quarta annunciata per il 2016; la sua particolarità è che ci solo 3 puntate per ogni stagione, da 90 minuti ciascuna. Narra le avventure del detective Sherlock Holmes e del suo amico e fedele assistente il dottor  John Watson, ambientate nella Londra moderna. Una libera interpretazione dei racconti e romanzi di Conan Doyle.

THE WALKING DEAD : serie statunitense , sei stagioni dal 2010 al 2016; basata sulla serie a fumetti di Robert Kirkman, con qualche personaggio in più rispetto a quest’ultima, vede protagonista uno sceriffo che, acausa di un virus devastante che ha sterminato l’umanità, si trova improvvisamente a combattere per la sopravvivenza contro i morti viventi che hanno ormai preso il sopravvento sui pochi superstiti. Un must per gli amanti del genere. oche tra le tantissime, forse la vostra preferita è tra queste, o forse no. Forse l’avete vista in italiano ed è arrivata l’ora di vederla in lingua originale.

HOUSE OF CARDS : serie statunitense, 4 stagioni dal 2013 al 2016; è basato sulla omonima miniserie televisiva a sua volta ispirata all’omonimo romanzo di Michael Dobbs; ambientato nell’odierna Washington D.C. parla della scalata al potere del deputato del partito democratico Frank Underwood, capogruppo di maggioranza al congresso che, dopo  la mancata promessa del presidente degli Stati Uniti di farlo diventare segretario di Stato, è disposto a tutto pur di vendicarsi e ottenere ciò che vuole. Sotterfugi, inganni e intrighi sono alla base di questa serie di grande successo.

MR. ROBOT : serie statunitense, prima stagione del 2015, prevista la seconda per giugno 2016. Genere drammatico-thriller. Un giovane ingegnere informatico di New York  esperto in sicurezza informatica, con problemi  di depressione e difficoltà nel relazionarsi con le persone, incontra l’anarchico e insurrezionalista Mr.Robot che lo introduce nel mondo degli hacker facendolo entrare a far parte di un gruppo di “hacktivisti” che vogliono liberare il mondo dalla servitù delle banche e dalla corruzione.

IL TRONO DI SPADE (GAME OF THRONES)  : serie statunitense genere fantasy, 5 stagioni dal 2011 al 2015, la sesta prevista per aprile 2016. Ispirata al ciclo di romanzi “cronache del ghiaccio e del fuoco”  è ambientata in un mondo fantastico dove si intrecciano le storie e le avventure di numerosi personaggi , dove alleanze, intrighi politici, economici e religiosi per la conquista del trono portano povertà e degrado nella popolazione, mentre riemergono creature leggendarie insieme a forze oscure e magiche. Completissima dal punto di vista linguistico grazie ai vari accenti di inglese britannico (Inghilterra settentrionale, Galles e altre varianti).

Britannica o americana? Tu di che “serie” sei? 

EazyCity Cagliari

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19 mar

RUBRICA – 01 : OFFERTE DI LAVORO ALL’ ESTERO

Periodicamente su questa  rubrica  proporremo alcune offerte di lavoro all’estero soffermandoci in particolare su quei lavori che richiedono anche la lingua italiana. E’ importante che leggiate bene cosa viene richiesto, quali caratteristiche e precedenti esperienze lavorative vengono ricercate. Non dimenticatevi di aggiornare il vostro CV e soprattutto di scriverlo nel modo corretto!

Ecco cosa abbiamo selezionato per voi  in UK e Irlanda:

LAVORO UK

  • CUSTOMER SERVICE/CALL CENTRE
    • Customer Service Representative  :  Londra, lavoro a tempo indeterminato, full-time; richiesta esperienza  di almeno due anni nelle vendite e/o servizio clienti, richiesti Italiano o Spagnolo fluenti  oltre all’ Inglese.
    • Italian Speaking Customer Service :  Londra, lavoro a tempo indeterminato, full-time; il ruolo prevede un servizio per i clienti italiani, via telefono e e-mail;  ricezione chiamate inbound dai clienti italiani ai quali fornire assistenza sui vari servizi e prodotti; richiesto Italiano e Inglese fluenti.
  • RISTORAZIONE / BAR
    • Waiting Staff  : Londra, lavoro a tempo indeterminato, full-time; esperienza come cameriere nel campo ristorazione/bar, bella presenza, italiano fluente.
    • Italian Cook-Housekeeper : Wimbledon, Londra . Tempo indeterminato, part-time; compiti richiesti : cucinare, tenere la casa pulita; alto standard richiesto, attenzione ai dettagli. Richiesto l’italiano, oltre che esperienza nel settore e professionalità.

LAVORO IRLANDA
  • CUSTOMER SERVICE/CALL CENTRE
    • Italian Trust&Safety Teammate :  Dublino, lavoro a tempo indeterminato, full-time per azienda ebay ; richiesta forte propensione al servizio clienti. Sia Italiano che inglese fluenti (parlato e scritto). Altra lingua europea potrebbe costituire un vantaggio al fine dell’assunzione.
    • Italian Technical Support : Cork, lavoro a tempo indeterminato, full-time per azienda voxpro; richiesta passione per la tecnologia, propensione al servizio clienti e alla risoluzione dei problemi. La posizione prevede che si  risponda a chiamate inbound e e-mail da parte dei clienti. Inglese e Italiano fluenti (scritto e parlato), capacità di comunicazione scritte e verbali eccellenti, attenzione al dettaglio.
  • RISTORAZIONE / BAR
    • Full Time Commis Chef  : Dublino, l’azienda Bon Appetit  cerca un Commis Chef che abbia almeno un anno di esperienza in una cucina dove si parli inglese. Corso HACCP richiesto, capacità di lavorare in team e sotto pressione; passione per la qualità e organizzazione del lavoro.
    • Chef de Partie : Clane (Co. Kildare), prestigioso hotel 4 stelle (Westgrove Hotel)cerca uno Chef de Partie per uno dei suoi due ristoranti. Richiesti almeno quattro anni di esperienza in Hotel di pari livello, preferibile la conoscenza della cucina italiana, certificazione HACCP .

 

Contattaci per informazioni su alloggio e assistenza lavoro !

EazyCity Cagliari

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06 mar

St. PATRICK’S DAY

E inesorabile arriva come ogni anno il 17 marzo. Per noi può sembrare una data qualunque, ma non ditelo agli irlandesi, a quelli che vivono in Irlanda e a tutti quelli  in giro per il mondo. E si perché il giorno di San Patrizio, santo patrono e protettore dell’Irlanda, è festa nazionale.

Manifestazioni a Dublino, Cork, Galway ma non solo : in Canada a Montreal (nella sua bandiera si trova il trifoglio), nel Regno Unito, in Australia, negli Stati Uniti a Boston (St. Patrick è anche patrono della città di Boston!) a Chicago e a New York ovviamente; ma anche Argentina e Nuova Zelanda hanno le loro parate. Insomma le celebrazioni non mancano in tutto il mondo, laddove vi è una comunità irlandese si festeggia St. Patrick.

E se quella di New York era considerata la parata più grande e più bella, da un po’ di tempo a questa parte il primato è di Dublino, capitale irlandese, dove la festa va avanti per 3-4 giorni. Quest’anno i festeggiamenti abbracciano tutto il week end che va da giovedì 17 a domenica 20 marzo.

Musica, sfilate, danze, artisti di strada, birra a fiumi e tanta allegria. Il verde la farà da padrone come sempre, sarà presente ovunque, nei vestiti , nei cappelli, e persino nel cibo. Le luci illumineranno (di verde) le notti festose. A Chicago persino il fiume che attraversa la città diventerà verde! E non mancherà di certo il trifoglio (shamrock), verde ovviamente! Il trifoglio è strettamente legato al Santo protettore irlandese, ed è riconosciuto universalmente come simbolo dell’Irlanda specialmente per le comunità di migranti  irlandesi sparse nel mondo che lo utilizzano come simbolo di appartenenza e lo mostrano fieri nel giorno di St.Patrick.

In realtà i primi festeggiamenti non si ebbero in Irlanda ma a Londra e in America. Le prime testimonianze risalgono al diciottesimo secolo, e più precisamente al 1713 per ciò che riguarda Londra e al 1737 per Boston negli USA. La prima parata si tenne invece a New York nel 1762.  Le prime parate in Irlanda sembrano risalire invece al tardo ottocento.

In Irlanda la festa assunse sin da subito carattere religioso, a differenza dei festeggiamenti americani, e addirittura fino agli anni settanta i pub chiudevano il giorno 17 marzo proprio per la religiosità della festa; a pensarci ora fa sorridere, un pub chiuso in Irlanda l’avete mai visto?!

E’ solo nel 1995 che la festa diventa “Nazionale” , nel 1996 si ebbe il primo St Patrick’s Day ufficiale, che durò solo un giorno. Si è passati poi, a partire dal 2000, ai quattro o più giorni di festa!

Ma come mai si festeggia proprio il 17 marzo e perché? Sembra che il 17 marzo sia proprio il giorno in cui morì San Patrizio, anche se non si è certi dell’anno esatto di morte, quindi può venire il dubbio che anche la data non sia quella esatta.

Ma chi è in realtà San Patrizio? Intanto non era irlandese, ma probabilmente nacque in Scozia intorno al 385 d.C. A sedici anni venne rapito da pirati irlandesi che lo portarono in Irlanda del Nord dove fu venduto come schiavo nella contea di Antrim. E’ nei  sei anni di schiavitù che avviene la sua conversione: impara il gaelico, studia e pian piano trova quella che sarebbe stata la sua strada, spinto anche da alcuni sogni (di cui poi parlò in alcuni suoi scritti) tra cui quello di voler cristianizzare l’Irlanda. Quando riesce a scappare approda prima in Inghilterra, poi va in Francia per potersi preparare al sacerdozio. E proprio in Francia viene battezzato come San Patrizio da Papa Celestino, ricevendo da costui l’incarico di convertire l’Irlanda  alla cultura cattolica. E così fece portando, dopo 30 anni di pellegrinaggio, la quasi totalità dell’Irlanda alla conversione.

Innumerevoli chiese e cattedrali furono erette col suo nome, la più famosa è proprio quella di Dublino (St Patrick’s Cathedral)

Quindi su i cappelli da folletto (leprechaun) e in alto i calici pronti a brindare anche quest’anno ovunque voi siate e chiunque voi siate: perché St. Patrick è ormai anche la festa di tutti coloro che lontani dai loro paesi di origine hanno abbracciato la cultura irish e quindi sentono ugualmente l’esigenza di festeggiare questo giorno. E gli Italiani all'estero (Irlanda, UK, USA ) sono tanti, e numerosi parteciperanno alle varie manifestazioni  in programma.

Happy St. Patrick’s Day a tutti !!

Qui puoi trovare maggiori informazioni sulle manifestazioni a Dublino, Cork, Galway, New York, Boston e Chicago 

EazyCity Cagliari

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24 feb

WHISKY O WHISKEY? SCOZIA O IRLANDA?

Con la parola whisky si indica generalmente quello distillato in Scozia, mentre con la parola whiskey si indica quello distillato in Irlanda e negli Stati Uniti. Quello più famoso è sicuramente lo Scozzese,lo “Scotch whisky” appunto, termine riservato solo ed esclusivamente al distillato prodotto in Scozia.

Esiste da centinaia d’anni una rivalità tra Scozia e Irlanda, in quanto entrambe rivendicano la paternità del distillato. Ma purtroppo non vi sono testimonianze storiche che possano attestare dove realmente è stato distillato il primo whisky, anche se esiste un documento datato 1494 trovato in Scozia, dove si parla di una partita di malto destinata alla produzione di “aqua vitae” indirizzata a un certo frate John Corr. Gli Irlandesi d’altro canto dicono che fu San Patrizio, protettore d’Irlanda, insieme ai suoi monaci  a produrre il primo whiskey. Gli scozzesi ribattono che comunque San Patrizio è nato in Scozia, perciò il primo whisky resterebbe pur sempre scozzese!

Se la paternità e l’origine del nome (potrebbe derivare dal termine gaelico irlandese "uisce" o gaelico scozzese "uisge", che significano acqua) non sono certi, indubbio è invece il fatto che oggi il whisky è in assoluto il distillato più consumato al mondo e pare che il suo mercato sia in continua espansione.

Ingredienti semplici come l’acqua, i cereali e il lievito che però devono seguire rigorosi passaggi e processi di preparazione: ogni stato ad esempio determina per legge il numero minimo di anni di maturazione; di solito si va da un minimo due anni sino ad un massimo che può anche superare i venti.

La maturazione avviene rigorosamente in botti di rovere, solitamente vecchie botti che possono raggiungere anche i 100 anni di età e che possono essere di rovere europeo oppure rovere americano. La botte spesso fa la differenza e può determinare il successo del distillato proprio grazie al tipo di legno ma soprattutto agli aromi in esso contenuti (dipende da quali liquori hanno maturato precedentemente al loro interno).

Se oggi il mercato richiede grossi quantitativi di distillato per soddisfare le esigenze dei tanti appassionati sparsi per il mondo, ciò significa che le distillerie devono adeguarsi e guardare ai numeri di produzione, quindi al miglior risultato possibile in termini di quantità.

Ma il processo produttivo sembra comunque essersi fermato nel tempo, la maggior parte dei produttori difficilmente si azzardano a variare anche uno solo dei parametri che lo costituiscono, proprio perché non si vuole correre il rischio di rovinare il lavoro fatto, magari dopo dieci o quindici anni in botte!

Quindi si scopre che anche le più moderne delle distillerie sono comunque radicate nel passato e che chi ci lavora aveva padri o nonni che lavoravano che hanno tramandato la passione e dai quali hanno imparato il mestiere. Così come è bello scoprire che la qualità, i sapori e gli aromi del whisky non dipendono che dal rispetto esclusivo dei tempi e delle fasi di produzione, nonché dalla maturazione in botte, e che quindi non vi è nessuna aggiunta di “aromi”, solo acqua, malto e lieviti.

Ma il dubbio resta: Scozia o Irlanda? In fondo, anche se non conosciamo la verità sulla paternità del whisky, a noi importa realmente?

Nel dubbio…..beviamoci su!!

Gli appassionati veri potranno scoprire tutti i segreti del whisky visitando le numerose distillerie presenti in Scozia, Irlanda e USA

EazyCity Cagliari

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13 feb

MANUEL DA SELARGIUS A MONTPELLIER PASSANDO PER LONDRA, INDIA E IRLANDA

Ancora una storia di emigrazione. Stavolta a rispondere alle nostre domande è Manuel Pastorino, sardo della provincia di Cagliari, che da Selargius parte per Londra nel 2001 e dopo essere passato per l’India e l’Irlanda giunge in Francia, a Montpellier dove tuttora vive e lavora.

Ciao Manuel ci parli un po’ di te? Come ti chiami, di dove sei e quando hai deciso di lasciare l’Italia e partire all’estero?

Ciao mi chiamo Manuel Pastorino, ho 35 anni e vengo dalla provinca di Cagliari(Selargius). Nel 2001, dopo aver finito il liceo, decisi di partire a Londra per fare un’esperienza nuova e vivere indipendente in una metropoli così grande 

Cosa ti ha spinto a prendere  una decisione del genere ? Come è avvenuta la scelta del paese in cui emigrare?

La prima motivazione é stata quella della mancanza di lavoro. Oltre a questo avevo l’interesse di imparare l’inglese e vivere dei frutti del mio lavoro senza alcuna assistenza della famiglia.

Sei partito da solo o con qualcuno (amici,fidanzata)?

Sono partito da solo, ma sul posto avevo il mio migliore amico d’infanzia che viveva già lì da circa un anno.

Quali sono state le tue esperienze all’estero  e dove vivi ora?

Dopo Londra trovai un lavoro che mi portò in India (città Jodhpur) come quality controller e responsabile delle relazioni con i cliente a livello worldwide. Dopo un anno di permanenza decisi di tornare in Inghilterra per motivi personali e iniziai a lavorare come barman e bar manager a Leicester. Dopo circa 3 anni di pemanenza trovai un lavoro che mi portò a trasferirmi a Cork (Irlanda) dovo mi sono soffermato per quasi due anni. Ora mi trovo a Montpellier (sud della Francia) da ormai 8 anni.

Di cosa ti occupi ? Hai cambiato molti lavori?

Lavoro per una multinazionale nell’ambito IT e in passato ho fatto diversi lavori, da barman, cameriere, quality controller nell’industria del mobile. Ora sono un account manager che si occupa di relazione e development di rivenditori informatici certificati .

Quali differenze hai trovato rispetto all’Italia dal punto di vista lavorativo e di stile di vita in genere nei posti in cui hai vissuto?

Non mai avuto l’occasione di lavorare in maniera stabile in Italia, e ciò che ho sempre amato nel vivere all’estero é il fattore di doversi adattare a culture e abitudini diverse dalla mie ed imparare le lingue.

Come ti sei integrato  nelle varie realtà nelle quali hai vissuto?

Ho sempre cercato di essere umile e cercare di seguire il ritmo dei luoghi in cui mi sono trasferito; avere una mentalità aperta ed essere pronto a tutto mi ha aiutato in maniera importante.

C’è un posto dove hai vissuto in cui vorresti ritornare? Pensi di fermarti dove sei ora o credi che viaggerai ancora? Se si dove ti piacerebbe andare?

Non c’é un posto dove tornerei in quanto le mie esigenze e priorità sono cambiate, ma una parte di me ricorda l’India come il paese che più ha cambiato la mia persona e la percezione delle cose importanti della vita. Per ora mi trovo benissimo qui e non vedo un eventuale altro trasloco, e come si dice:”who knows”J

A quali persone consiglieresti di fare un esperienza all’estero? 

Tutti coloro che non sanno cosa vogliono veramente dalla vita e che cercano nuove esperienze di vita.

Pensi che un giorno tornerai in Sardegna?

Per ora torno sempre per stare in famiglia e passare magnifiche vacanze, ma   onestamente non riesco a proiettarmi in Sardegna, sia lavorativamente parlando che a livello personale

Un ringraziamento a Manuel per l’intervista che ci ha concesso. A presto con nuove storie di Italiani all’estero. Stay tuned ;)

EazyCity Cagliari

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12 dic

New Year ‘s EveNTS

Il  countdown è ormai iniziato e come da sempre ci si prepara a salutare il vecchio anno e ad accogliere nel migliore dei modi il nuovo che verrà.

Ovunque nel mondo si festeggia il capodanno nei modi più diversi:  luci, colori, danze, musica, fuochi d’artificio e concerti.

Tra le tante città nel mondo che offrono spettacoli, feste in piazza e serate danzanti, abbiamo scelte cinque possibili mete che sicuramente sanno offrire tanto ai visitatori anche durante tutto l’anno!!

A Sydney  si fa a gara per accaparrarsi il posto migliore per godere dello spettacolo pirotecnico considerato il più bello al mondo!! Ma non c’è da stupirsi, del resto stiamo parlando di una città in continua crescita ed evoluzione, che con  i suoi  quasi  5 milioni di abitanti è considerata una delle città più multiculturali al mondo.

In centro a  New York, a Times Square, piazza simbolo del capodanno mondiale, migliaia di persone si riuniscono per salutare il nuovo anno. E’ ormai una tradizione globale trascorrere le ultime ore del vecchio anno e le prime del nuovo in questo luogo pieno di luci ed energia.  Times Square ha pure il suo sito web ufficiale dove si possono trovare tutte le informazioni per chi può e vuole trascorrere il capodanno da quelle parti.

Anche le città europee offrono spettacoli e feste colorate con concerti e musica di ogni genere.

Londra non ha bisogno certo di presentazioni, e in quanto a multiculturalità, stravaganza, modernità, innovazione non teme i confronti  con le altre. E quindi anche qui non mancano spettacoli, musiche , feste per tutti i gusti, manifestazioni culturali, e l’opportunità di godere di tutte le attrazioni della grande mela europea durante i giorni a cavallo del capodanno.

Anche Dublino, la piccola Londra Irlandese, ha il suo festival , il New Year’s Festival (NYF), con tanto di sito ufficiale dove poter trovare tutte le info sugli eventi in programma il 30,31 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016, con i concerti e il costo dei biglietti, oltre che tutte le altre manifestazioni culturali per giovani, adulti e bambini. Spettacoli di vario genere e tanto divertimento assicurato, accompagnato dal buon umore tipico degli Irlandesi che ancor più in questi giorni di festa vi faranno sentire a casa!

E non poteva mancare una capitale come Berlino, seconda solo a Londra per numero di abitanti, ormai centro politico, culturale e scientifico tra i più importanti d’Europa.  Berlino non può essere da meno delle altre e infatti offre tutta una serie di eventi , con star della musica, gruppi , dj e tanto altro in numerose location della città. Berlino è sicuramente simbolo di ricostruzione e rinascita, dove il moderno e il nuovo si uniscono all’antico e al vecchio. Sarà questa la città dalla quale dare il benvenuto al nuovo anno?

E se cercate altro esiste pure un  blog ( NewYearsEve blog ) dedicato all’ultima notte dell’anno dove potreste trovare il posto giusto che fa per voi!!

EazyCity Cagliari

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21 nov

IL MAL D’IRLANDA ESISTE : ASSUNTA DA CATANZARO LO SA BENE

Eccoci qua con una nuova storia che parla di persone e di esperienze di vita all’estero. A parlare e rispondere alle nostre domande è Assunta, Calabrese di Catanzaro che ora vive e lavora nella capitale, ma che ha avuto la grande opportunità di vivere e lavorare in Irlanda. 

Ciao Assunta raccontaci un po’ di te:  come ti chiami, di dove sei,  cosa facevi in  Italia prima di trasferirti all’estero?

Mi chiamo Assunta Agosto,  ho origini Calabresi, quando sono partita per l’Irlanda vivevo a Catanzaro. Prima di partire lavoravo la mattina in un call center e il pomeriggio e la sera nella redazione di un giornale regionale. Guadagnavo pochissimo al call center e al giornale non mi pagavano.

 In che periodo della tua vita hai deciso di partire e lasciare la Calabria? Cosa ti ha  spinto a prendere  questa decisione? Raccontaci un po’ dei luoghi in cui sei stata.

Mi ero laureata in Lingue da due anni, avevo lavorato il primo anno  per una casa editrice di Milano e poi riprovai in Calabria. Ma le cose non andarono come sperai: facevo due lavori e guadagnavo pochissimo.  Non sapevo cosa avrei fatto, sentivo che l’Isola di Smeraldo sarebbe diventata la mia casa per un po’. Cosi una notte iniziai a inviare qualche applications e la mattina dopo mi avevano già chiamato. Tre colloqui telefonici, uno in Italiano, uno in Spagnolo ed uno in Inglese. Era fatta. Partivo per Cork.  Partivo ed avevo già in mano un lavoro. Un lavoro vero, retribuito con soldi veri. Mi pagavano il volo, l’hotel per 12 giorni, mi aprivano un conto in banca e mi avevano già preparato la pratica per aprire il “pps number”. Una settimana dopo ero li.  Pensavo che fino a quel momento avevo vissuto nel terzo mondo. Amo la mia terra, ma per un giovane appena laureato è frustrante. Adesso? Peggio. A meno che tu non abbia le giuste conoscenze o un gran ….

Sei partita da sola o in compagnia di qualcuno?

Sono partita da sola e non conoscevo nessuno  che avesse vissuto li. Nessuno che mi avesse mai raccontato dell’Irlanda dal punto di vista di uno straniero/italiano.

Avevi già avuto altre esperienze di vita all’estero prima dell’Irlanda?

Vinsi una borsa di studio con un progetto della Comunità Europea e andai a La Coruna. Mi occupavo di comunicazione ed eventi per la Bibblioteca Municipal.

 Di cosa ti sei occupata in Irlanda?

In Irlanda lavoravo per una compagnia americana RCI, che si occupa di scambi di multiproprietà.  Mi occupavo di assistenza clienti per il mercato italiano e spagnolo.

Hai cambiato molti lavori?

No, ho lavorato per quasi due anni nello stesso posto.

Quali differenze hai trovato rispetto all’Italia dal punto di vista lavorativo e di stile di  vita in genere nei posti in cui hai vissuto?

Innanzi tutto i dipartimenti di HR che funzionano. C’è una dignità lavorativa ed un rispetto per il lavoratore che va oltre le nostre aspettative;  appena arrivati si è spiazzati. Poi diventa normale, come è giusto che sia. Quando decisi di rientrare in Italia, feci molta fatica. Purtroppo avendo ora un termine di paragone mi rendo conto di quanto ci adeguiamo a ritmi massacranti e paghe vergognose. Dal punto di vista dello stile di vita molto meno casalingo dell’Italiano medio.  Gli Irlandesi sono molto aperti e attivi.

Come ti sei integrata  nella società irlandese?

L’Irlanda è meravigliosa ed ospitale. Io non ho avuto nessuna difficoltà ad integrarmi.

Che cosa ti ha lasciato l’esperienza vissuta all’estero? Sei rimasta in contatto con  molte persone?

L’esperienza lavorativa mi ha insegnato tantissimo professionalmente parlando. Grazie a questa esperienza non ho mai avuto difficoltà a trovare altri lavori. Ho molti amici che vivono ancora in Irlanda, i primi anni sono tornata spesso a trovarli,  e spero di poterci tornare presto.

Ora dove ti trovi e di cosa ti occupi? Pensi di ripartire un giorno o ti “fermerai”?

Ora mi trovo a Roma, dove insegno, ma negli 8 anni successivi a Cork, mi sono occupata di turismo, lavorando per tour operators Italiani ed Esteri, ho anche accompagnato gruppi di studenti a Dublino. Per un po’ ho fatto avanti e indietro … difficile staccare il cordone!

A quali persone consiglieresti di fare un esperienza all’estero?

Consiglio a tutti di fare un’esperienza all’estero. E’ fondamentale. Un’esperienza del genere aiuta ad avere una visione obiettiva non solo del proprio paese ma anche di se stessi.  E’ bello sperimentarsi in situazioni nuove, io l’ho sempre trovato stimolante e fonte di grande crescita. Lo consiglio a tutti quelli che sono insoddisfatti, che aspettano che qualcosa accada, a chi non sa cosa studiare all’Università o semplicemente chi vuole vivere un po’ più intensamente.

Un grazie di cuore ad Assunta, auguriamo a lei tutto il meglio, e che possa realizzare i suoi sogni.

Ancora una storia che ci parla dell’isola magica …. e non finisce qui ! Stay tuned ;)

EazyCity Cagliari

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10 ott

IVAN DAL SULCIS ALLA VERDE IRLANDA: BIGLIETTO DI SOLA ANDATA

In questa intervista leggiamo la testimonianza di Ivan, che ha lasciato la Sardegna per cercare ispirazione (e non solo) in un’altra magnifica isola, quella di smeraldo. Partito come tecnico informatico, con una grande passione per la fotografia, riesce a trovare una sua dimensione in questa terra bellissima, magica e misteriosa.

Ciao Ivan raccontaci un po’ di te: come ti chiami, di dove sei, cosa facevi in Italia prima di trasferirti all’estero?

Mi chiamo Ivan Begala, vengo da Portoscuso nel Sulcis, a Sud Ovest della Sardegna. Prima di trasferirmi all'estero ho lavorato per qualche mese come help desk all'assessorato alla sanità di Cagliari e in una azienda di IT.

Quando hai deciso di partire e lasciare la Sardegna? Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Mi ha sempre attirato fare una esperienza all'estero per migliorare l'inglese ma a dire il vero ho deciso di partire dopo essere stato messo in cassa integrazione appena 8 mesi dalla mia prima assunzione con contratto a tempo indeterminato, che quindi aveva tutto tranne l'essere indeterminatoSentivo che sarebbe stato un viaggio di sola andata soprattutto perché ero stanco di non vedere buone prospettive di lavoro per il mio futuro in Sardegna. L'idea di lasciarmi dietro la famiglia e gli amici storici mi spaventava un po' all'inizio ma devo dire che oggi sono molto contento di aver preso la decisione di trasferirmi in Irlanda. Oggi i miei genitori sono orgogliosi che io abbia dato una svolta positiva alla mia vita e poi gli amici veri, anche se lontani, non si perdono mai.

Sei partito da solo o con qualcuno? Avevi già dei contatti?

Sono partito in compagnia di un mio amico e abbiamo raggiunto a Cork altri due amici sardi che si erano trasferiti un mese prima di noi e avevano subito trovato lavoro, in un Call Centre, dove la paga minima era superiore a uno stipendio medio di un laureato in Italia!

Perché hai scelto proprio l’Irlanda e dove vivi ora?

L'Irlanda mi ha sempre affascinato con i suoi paesaggi bellissimi e il fatto che i miei amici che erano già a Cork fossero contenti è stato un incentivo in più per trasferirmi lì. Sono rimasto in Irlanda per una serie di motivi. È un bel posto dove vivere, sono tutti cordiali e socievoli, ci sono persone da ogni parte del mondo e questo la rende un Paese interessante anche dal punto di vista culturale, e soprattutto ho trovato un ottimo lavoro, una bellissima moglie con cui ho comprato casa e che mi ha dato una figlia bellissima. 

Di cosa ti occupi in Irlanda?

Sono responsabile dei rinnovi per il mercato Italiano in Trend Micro, leader di soluzioni per la sicurezza   informatica e nel tempo libero mi dedico alla fotografia, una delle mie più grandi passioni.

Quali differenze hai trovato rispetto all’Italia dal punto di vista lavorativo e di stile di vita in genere?

Ho trovato delle differenze abissali con l'Italia. In Irlanda regna ancora per fortuna una cosa di cui non sento parlare granché in Italia, la meritocrazia. In Irlanda se ti impegni e persisti ci sono ottime opportunità lavorative e possibilità di crescere, di stabilità, di contratti a tempo indeterminato con salari interessanti; insomma molte cose che ormai vengono viste oggi dall'italiano medio come un miraggio. Sono convinto che se fossi ancora in Sardegna non avrei ancora raggiunto la metà dei traguardi che ho raggiunto sia dal punto di vista personale che lavorativo, anche perché non mi sentivo pronto a costruire una famiglia senza prima avere una certa stabilità lavorativa e indipendenza economica.

Come ti sei integrato nella società irlandese?

Mi sono integrato bene perché gli Irlandesi sono delle persone molto gentili, socievoli e amichevoli. Una cosa in particolare che amo dell'Irlanda é il fatto che gli Irlandesi sono un popolo di persone che si aiutano, che si vengono incontro, piuttosto che cercare di fregare il prossimo, cosa che purtroppo ho visto succedere spesso in Italia.

Sotto quali aspetti il vivere in Irlanda è meglio che in Italia e sotto quali invece è peggio secondo te?

Vivere in Irlanda ha secondo me degli aspetti molto positivi. A parte il fatto di avere dei paesaggi molto belli, con un inquinamento bassissimo, un Paese multiculturale, gli stipendi molto più alti degli stipendi medi Italiani, la benzina costa meno, il mangiare costa più o meno uguale, etc. Insomma gli aspetti positivi sono tanti. Chiaramente il tempo non è il massimo (si sa che spesso piove o è nuvoloso), ma anche da questo punto di vista molte persone pensano erroneamente che l'Irlanda sia un paese freddo. Forse lo si confonde con l'Islanda! 
Il clima è mite con una temperatura media annuale di circa 12-13 gradi. D'inverno è raro vedere il termometro raggiungere i zero gradi e d'estate è difficile che si arrivi a temperature estreme. Io penso sempre che se in Irlanda ci fosse una estate come si deve, con sole garantito due mesi all'anno, sarebbe il posto perfetto dove vivere! A questo, io rimedio andando in Sardegna ogni estate per almeno 2-3 settimane a prendere un pó di sole!

A quali persone consiglieresti di fare un esperienza in Irlanda o all’estero in generale?

Io consiglierei di partire a chiunque voglia fare un esperienza all'estero per imparare o migliorare l'inglese o anche a chi voglia fare un esperienza lavorativa. Lasciare la Sardegna per venire in Irlanda è stata la decisione più giusta che potessi prendere perché nel giro di un periodo di tempo relativamente breve ho conquistato la mia indipendenza, raggiunto una serie di obiettivi sia lavorativi che sul piano di vita personale che mi sarei semplicemente sognato di raggiungere in Italia. Non è così complicato, basta fare la valigia e via all'avventura! Prima si fa, meglio è!

Ringraziamo Ivan per la sua testimonianza dalla verde Irlanda e gli auguriamo tanta fortuna e successo nel suo lavoro e come fotografo !! A presto con nuovi “scatti” di vita dall’Emerald Isle.


EazyCity Cagliari 

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